|
Il 2 aprile, è stata proclamata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite la Giornata mondiale dell’autismo per richiamare l’attenzione su un disturbo di cui si conosce ancora troppo poco e per cui le varie nazioni fanno ancora troppo poco. L’idea, infatti, di una Giornata mondiale nasce dalla preoccupazione delle Nazioni Unite per la carenza di programmi adeguati realizzati e sostenuti da governi, organizzazioni e privati per far fronte al fenomeno. Per chiedere risposte appropriate, dunque, i familiari dei ragazzi e bambini affetti da autismo hanno organizzato due fiaccolate che si terranno questa sera a Piazza della Repubblica a Roma e Piazza Politeama a Palermo. L’autismo è in crescita, i dati Eurispes ci dicono che vi sono tra i 6 e i 10 autistici ogni 10 mila neonati, nel mondo un bambino su 160 soffre di Disturbo generalizzato dello sviluppo (Dgs). Mi sembra giusto ed opportuno oggi, 2 aprile, pubblicare la Carta dei diritti per le persone autistiche per far comprendere a tutti quanto lavoro ancora si deve fare per garantire a loro e alle loro famiglie una vita decorosa. Una vita decorosa a cui hanno diritto e che le nazioni che vogliono definirsi “civili” devono garantire senza se e senza ma. La Carta dei diritti per le persone artistiche è stata adottata come risoluzione formale dal Comitato per gli affari sociali del Parlamento europeo nel 1993 e dal Parlamento europeo nel maggio 1996. Il documento ribadisce come le persone autistiche debbano poter godere degli stessi diritti e privilegi della popolazione europea, “nella misura delle proprie possibilità e del proprio miglior interesse”. I diritti devono essere valorizzati, protetti e applicati in ogni Stato membro attraverso una legislazione appropriata. La Carta dei diritti
Le persone autistiche devono poter godere degli stessi diritti e privilegi della popolazione europea nella misura delle proprie possibilità e del proprio miglior interesse. Questi diritti devono essere valorizzati, protetti e applicati in ogni stato attraverso una legislazione appropriata. Dovrebbero essere tenute in considerazione le dichiarazioni statunitensi sul Diritti dei Disabili Mentali (1971) e sui Diritti delle Persone Handicappate (1975), nonché le altre dichiarazioni del Diritti dell’Uomo, in particolare, per quanto riguarda le persone autistiche, si dovrebbe includere quanto segue:
Nelle categorie: autismo | Commenta qui »
Come sempre al mattino mi alzo e dopo aver fatto colazione, scorro velocemente i giornali on-line e i vari blog. Sono ad Istanbul e mi piace informarmi sulla situazione italiana e regionale. Oggi leggendo il blog di Area Democratica sono rimasta basita da come ha definito un suo interlocutore l’animatore principale: autistico. Usare il termine “autistico” per denigrare o ridicolizzare un “frequentatore” lo trovo non solo di cattivo gusto ma molto offensivo verso chi soffre di questa patologia. L’autismo, è una grave malattia, di cui non si conosce la causa, di conseguenza non vi sono cure ma solo terapie riabilitative. Una patologia da cui non si guarisce detto in parole povere. Le persone autistiche hanno molti problemi, ne sintetizzo solo alcuni: difficoltà o assenza di linguaggio verbale, difficoltà a relazionarsi con gli altri, difficoltà ad acquisire autonomie ma possiedono una grande sensibilità e talvolta un’intelligenza superiore alla media. Una sensibilità e un’intelligenza che non ho riscontrato, in questo caso, nel gestore del blog di Area democratica. Per chi ha in famiglia una persona affetta da questa patologia o per chi ne è affetto leggere un’affermazione simile è come ricevere un pugno nello stomaco. Voglio pensare che questo brutto episodio sia dettato da superficialità e da “ignoranza in materia”, ma comunque ha ferito e ferirà chi vive quotidianamente il problema. Consiglio vivamente al gestore del blog di area democratica, se volesse capire di cosa sta parlando, alcuni libri sulla materia: “Il mio e loro autismo. Itinerario tra le ombre e i colori della nuova frontiera” di Donna Williams - “Qualcuno in qualche luogo” di Donna Williams – “Horse Boy” di Rupert Isaacson. I libri sopracitati aiutano a capire l’autismo senza averne paura, mentre il libro “Il mondo di Sergio” di Marco Paissan racconta la disperazione portata dall’isolamento di una famiglia con un figlio autistico. Nelle categorie: Senza categoria | 10 commenti » Nelle categorie: Videoblog | 2 commenti » |