Archive for novembre , 2009L’Italia dei Valori della Valle d’Aosta esprime sconcerto e preoccupazione per i recenti “passi indietro” che la formazione scolastica sta subendo a livello regionale,come la chiusura del biennio speciaistico di Psicologia e la regressione a mero “call center”, con lezioni solamente telematiche, della sezione universitaria di Verrès. Tutto ciò, associato ad altri segnali preoccupanti, come l’unionizzazzione della Consulta femminile, dove saranno preponderanti esponenti nominati dalla Giunta Regionale, come l’affidamento a Bruno Milanesio, della gestione della riconversione della caserma Testafochi a polo universitario, come il recente “affaire fontine”, pone la Valle d’Aosta in un limbo democratico dove gli aspetti formativi della futura classe dirigente locale e gli aspetti legalitari e compartecipativi passano in secondo piano. Segnali preoccupanti da un lato, ma dall’altro fanno capire che l’attuale sistema di potere sta implodendo su se stesso, anche grazie ad un’ opposizione troppe volte compiacente, che addirittura nel recente passato, ha ricevuto i complimenti per la sua “opposizione costruttiva” dal Presidente dell’Union Valdotaine. L’Italia dei valori si erge fortemente a difesa del diritto allo studio per tutte le fasce sociali e teme che la riduzione della potenzialità universitaria valdostana rientri in un disegno occulto di abbassamento del livello culturale regionale, per favorire solo le classi altolocate e per diminuire le menti libere pensanti, che in un futuro non molto distante potrebbero fare rinascere i fiori della democrazia. L’attuale forza di governo si arroga anche con questi ineleganti sotterfugi, la potenzialità futura ad autoreplicarsi all’infinito, avvicinandosi così ai sistemi dell’attuale forza di governo nazionale, sancendo anche con i desiderata per il futuro un matrimonio di convenienza che vedrà la nascita del primo figlio, il 23 maggio, data delle elezioni amministrative, figlio che nascerà da subito con una schizofrenia congenita, frutto del mescolarsi dei geni provenienti dalla Resistenza, di cui l’Union fino a non molto tempo fa era pervasa, e da geni provenienti da forze di destra, con radici anche del Movimento Sociale Italiano. Belardi Marco Coordinatore dell’Italia dei Valori – Valle d’Aosta Nelle categorie: Senza categoria | Commenta qui » Oggetto: Dimissioni Responsabile Donne dell’Italia dei Valori Valle d’Aosta
Sono stata eletta responsabile femminile delle donne della Valle d ’Aosta il 26 agosto 2008 ruolo che ho cercato di svolgere con il massimo impegno e con grande orgoglio. Non sono mai stata una persona a caccia di cariche politiche per i propri interessi, la mia storia politica lo dimostra, ora che mi sono trasferita a Bareggio (MI) e dato che non posso più svolgere il mio compito con la dovuta continuità e regolarità credo sia opportuno rinunciare al ruolo per cui sono stata votata. Dopo aver discusso ed essermi confrontata con il Coordinatore Marco Belardi e con il Direttivo rassegno le dimissioni da Responsabile Donne dell’Italia dei Valori Valle d’Aosta. Chiaramente, e voglio sottolinearlo con forza, questa decisione non significa l’uscita dall’Italia dei Valori, partito per il quale il mio impegno ci sarà sempre e per il quale rimango a disposizione. Ringraziando tutti coloro che hanno collaborato con me porgo cordiali saluti. Bareggio, 22/10/2009 Lorella Vezza Nelle categorie: Senza categoria | Commenta qui » La sentenza della Corte Europea ha riaperto la discussione sull’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche. Come cristiana guardo a tutto questo con un grande senso di tristezza. Mi fa molto male vedere come il crocifisso venga svilito e dichiarato un simbolo dell’identità italiana. Vedere la croce usata da partiti politici, da rappresentanti del governo e dai vertici del Vaticano per meri interessi elettorali e propagandistici è doloroso. La fede il cristiano la porta dentro di sé la professa nelle chiese. Mi piacerebbe sapere inoltre quanti di quelli che sono saliti sulle barricate contro la sentenza frequentino la chiesa e siano veramente cattolici non solo a parole e per ingraziarsi le simpatie dei vertici vaticani. Proposte del tipo: “regaliamo i crocifissi in piazza”, “mettiamo i crocifissi nelle discoteche” fanno semplicemente sorridere e dimostrano che nulla si è capito della sentenza della corte europea. La sentenza riporta semplicemente un principio che dovrebbe essere alla base di uno Stato civile e democratico: la laicità. Le scuole pubbliche, in quelle private si può esporre tranquillamente, non devono essere esposti simboli religiosi di nessuna natura per il rispetto di tutti alunni ed insegnanti: siamo in Italia non nello Stato del Vaticano. A mio parere tale divieto dovrebbe essere esteso anche agli uffici della pubblica amministrazione e nelle sedi istituzionali. Questo non è mancanza di rispetto della fede cattolica ma è il rispetto dei cittadini italiani. La Chiesa Cattolica sollevando e cavalcando polemiche sulla sentenza non fa altro che dimostrare tutta la sua fragilità e la paura di perdere consensi e fedeli. Nelle categorie: Senza categoria | Commenta qui » |